Un giovane Mariano Fortuny tra arte e invenzioni

Nei primi anni Novanta dell’Ottocento Mariano Fortuny si dedica a un ciclo di pitture e incisioni di ispirazione wagneriana. La musica di Wagner, alla quale è introdotto dal pittore spagnolo Rogelio de Egusquiza, sarà uno dei principi cardine della sua creatività artistica. Nell’estate del 1891 Fortuny si reca per la prima volta in Germania, visitando Monaco di Baviera. Norimberga e Bayreuth, insieme alla madre Cecilia, alla sorella María Luisa e allo stesso Rogelio de Egusquiza, che l’anno successivo presenterà loro Cosima Wagner. Da maggio ad agosto del 1893, rimane a Madrid per la salute cagionevole del nonno Federico de Madrazo. L’anno successivo vedrà, invece, la nascita di un sodalizio artistico tra lui e Gabriele D’Annunzio, conosciuto proprio a Venezia, che darà vita ad ambiziosi progetti di riteatralizzazione dell’ambientazione scenica.

Mariano Fortuny, Le fanciulle fiore, 1896

Segue una serie di successi: l’artista spagnolo viene nominato membro della Commissione di Vigilanza per le riparazioni dei dipinti antichi presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia; presenta all’Esposizione di Belle Arti, Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze quattro dipinti, un pastello e sette acqueforti; ottiene il Diploma di Accademico d’onore da parte della Regia Accademica di Belle Arti di Venezia e una medaglia d’oro alla VII Internationale Kunstausstellung di Monaco di Baviera con il dipinto wagneriano Ornamenti del giardino e spiriti odoriferi o Le Fanciulle-fiore e, infine, disegna il nuovo frontespizio della rivista letteraria e artistica “Il Marzocco” di Firenze.

Mariano Fortuny’s atelier, Palazzo Pesaro degli Orfei

 

Nel corso del 1900, inoltre, si dedicherà alla realizzazione di scenografie, come quella per il primo atto de Il Mikado di Gilbert e Sullivan, in scena nel palazzo della Contessa Albrizzi a San Polo, e di maquettes, per Tristano e Isotta per il Teatro alla Scala e per Francesca da Rimini, su richiesta di D’Annunzio ed Eleonora Duse – collaborazione che si interromperà, tuttavia, nonostante l’identità progettuale.

Dal 1898 al luglio 1906, Mariano Fortuny acquista e rinnova Palazzo Pesaro degli Orfei, a San Beneto, costituendo all’ultimo piano un vero e proprio atelier, dove svilupperà l’idea di un dispositivo scenotecnico capace di generare un effetto d’illusione della profondità spaziale, per sostituire i fondali dipinti: la Cupola.

A partire dal 23 ottobre 1900 deposita prima a Venezia, poi a Parigi, il primo brevetto per il sistema d’illuminazione scenica con luce indiretta, perfezionato poi proprio a Parigi, dove si trasferisce a dicembre. Il brevetto fu successivamente depositato in Germania, in Inghilterra, in Spagna, in Belgio, in Russia e in America del Nord. Il 20 gennaio 1902 la sua prima cupola pieghevole sarà installata in un padiglione industriale concesso dalla Compagnie Générale des Construction Électriques. Nello stesso anno incontra Henriette Nigrin.

Mariano Fortuny’s patent for his collapsible dome

 

Fonti:

I Fortuny. Una storia di famiglia, Museo Fortuny Venezia, Palazzo Orfei, curata da Daniela Ferretti con Cristina Da Roit, 2019

Mariano Fortuny. His Life and Work, Guillermo de Osma, V&A Publishing, 2015

Archivio Fotografico, Palazzo Fortuny, Fondazione Musei Civici di Venezia

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