Una Notte di Luce Veneziana: La Festa del Redentore

Nel 1575 Venezia fu colpita da una delle peggiori epidemie di peste della sua storia. In meno di due anni, l’epidemia causò oltre 50.000 morti. Era più di un terzo della popolazione cittadina, e il dolore lasciato da questa tragedia segnò profondamente la città.

Di fronte alla crisi, la Repubblica di Venezia si rivolse alla fede. Il Senato fece un voto solenne: se la peste fosse finita, sarebbe stata costruita una chiesa in onore di Cristo Redentore. Nel 1576 l’architetto Andrea Palladio ricevette l’incarico di progettare il nuovo santuario sull’isola della Giudecca. La prima pietra fu posata a maggio, e poche settimane dopo, l’epidemia ebbe fine.

Per rendere grazie, fu costruito un ponte provvisorio di barche che collegava le Zattere al sito della nuova chiesa. Il Doge e i cittadini attraversarono questo passaggio galleggiante in un gesto collettivo di memoria e gratitudine. Quel gesto divenne un rituale che Venezia ripete ogni estate dal XVI secolo.

Nel corso dei secoli, sono molti i racconti della Festa del Redentore. Nel suo libro Lettres d’un voyageur, la scrittrice francese George Sand ricorda una delle sue ultime sere a Venezia nel 1834, prima di rientrare in Francia, proprio durante i festeggiamenti:

“…ci trovammo alla festa […] del Redentore. Ogni parrocchia di Venezia celebra magnificamente la sua festa patronale, in competizione l’una con l’altra; tutta la città partecipa con devozione e gioia a questa occasione. L’isola della Giudecca, dove si trova la chiesa del Redentore, essendo una delle parrocchie più ricche, offre una delle celebrazioni più belle. Il portale viene decorato con un’enorme ghirlanda di fiori e frutta; un ponte di barche viene costruito sopra il canale della Giudecca, che in quel punto è quasi un braccio di mare; tutta la riva si riempie di pasticcerie, tende per il caffè e di quelle cucine da bivacco chiamate frittole, dove i cuochi si agitano come grotteschi demoni tra le fiamme e i vortici di fumo dell’olio bollente, il cui odore deve pizzicare la gola persino di chi passa in mare a tre leghe dalla costa.”

Il Redentore Oggi

Ogni terzo fine settimana di luglio, migliaia di veneziani e visitatori si radunano in barca o lungo le rive della laguna. Il sabato sera, le tavole si apparecchiano su tetti, banchine e pontili, dove famiglie e amici condividono i piatti della tradizione. Alle 23:30 uno spettacolo pirotecnico mozzafiato riempie il cielo sopra il Bacino di San Marco. I riflessi della luce sull’acqua creano un’atmosfera di magia, memoria e festa.

I festeggiamenti continuano la domenica con la processione religiosa sul ponte, seguita dalla Regata del Redentore. Barche storiche e gondole si sfidano lungo il Canale della Giudecca in una delle tradizioni più amate della città. Questo momento di orgoglio collettivo collega i veneziani a secoli di resilienza e rinascita.

Luce, Pieghe e Fortuny

Nello spirito e nella forma, la Festa del Redentore risuona con l’universo Fortuny. Mentre Venezia si accende di lanterne galleggianti e fuochi d’artificio, le nostre lampade portano in casa la stessa sensazione di calore e luce sapientemente creata. L’architettura della luce, come quella della chiesa di Palladio, parla di equilibrio, proporzione ed emozione.

La nostra collezione moda riflette questa stessa armonia. Con sete plissé, silhouette fluide e dettagli raffinati, gli abiti Fortuny si muovono con grazia e leggerezza. Richiamano le increspature della laguna e i gesti eleganti dei riti serali veneziani.

Per questo Redentore, vi invitiamo a festeggiare in stile Fortuny. Illuminate i vostri spazi con creazioni luminose e vestite tessuti che racchiudono la poesia della stagione. Lasciate che luce ed eleganza guidino la vostra estate.

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Fonti:
Il Redentore – La storia, la festa, la tradizione, Paolo Mameli, 2011
Celebrating the End of the Plague, Google Arts & Culture
Lettres d’un voyageur, George Sand, Michel Lévy Frères, 1869

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